venerdì, agosto 24, 2007

Percezione della realtà.


L’uomo è un sistema chiuso, limitato e soggettivo. Non può capire tutto ma deve farsi un’idea e per farsela deve usare le informazioni in base alla propria esperienza e conoscenza. Non è un caso che si trova spesso a sbagliare. Quante volte abbiamo visto delle persone farsi un’idea di qualche altra persona che non coincideva con la realtà! Oppure, quante volte abbiamo capito male una situazione o un’azione fatta da qualcuno? Non a caso diciamo che “si arriva a conclusioni affrettate”.
Il pregiudizio, infatti, non è altro che un’idea creata con poche informazioni ma presa per vera e conclusa senza voler sentire o vedere più altro. Poi, ad alterare le nostre percezioni ci vuole davvero poco, basta essere stanchi, stressati o essere controllati da emozioni forti. Ad esempio, quando uno si arrabbia, non è oggettivo e si dice che “non ragiona”.
Quindi sbagliare è umano ma ci sono tre strade che possiamo prendere (sono generalizzate):
  1. Credere alle nostre percezioni e non voler sentire niente da nessuno.
  2. Credere solo alle percezioni di tutti gli altri.
  3. Tenerci pronti a cambiare non fidandoci ciecamente né delle nostre percezioni, né di quelle degli altri, ma cercando di ottenere più informazioni possibile (soprattutto da Dio).
Inutile dire quanto sia da evitare la prima perché ci impedisce di cambiare e migliorare. E’ caratterizzata da un forte orgoglio e presunzione. Finirà con l’interpretare tutto isolandosi dalla realtà per fidarsi solo di una propria immagine virtuale e distorta della realtà.
La seconda è l’eccesso opposto. Si pensa che tutti gli altri sanno meglio di noi e con conseguente scarsa fiducia in noi stessi, diamo ascolto a tutti e hanno sempre ragione gli altri. Con questa mentalità si cambia subito idea ogni volta che uno ci dice una cosa diversa ed è molto frustrante. Questa però non è umiltà ma è considerare tutti gli altri come delle “divinità” da ascoltare ciecamente.
La terza strada, invece, è una via di mezzo ed è quella che ci porterà più lontano. Diffidando dalle percezioni umane, ma rimanendo aperti e attenti è una via che ci porta a crescere e a migliorare. Ascolteremo quindi le correzioni che ci fanno gli altri, ma cercando di avere più informazioni da più fonti e persone prima di accettare o rifiutare. Chi percorre questa strada acquista una grande forza di volontà che però non ostacola il cambiamento (quindi non sviluppa la testardaggine).

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