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Intelligenza artificiale: il problema è davvero di chi la usa o di chi la critica?

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C’è una cosa che mi diverte parecchio nel dibattito sull’intelligenza artificiale. Quelli che oggi dicono: “Eh, ma questo testo è stato scritto con ChatGPT…” lo dicono quasi sempre con quella soddisfazione di chi pensa di aver scoperto una truffa. Come se usare uno strumento nuovo significasse automaticamente avere meno idee, meno cultura, meno capacità di pensare. Eppure la storia dell’uomo è piena di questa roba. Quando compare qualcosa che modifica il modo con cui produciamo, ricordiamo, scriviamo, lavoriamo o comunichiamo, una parte della società reagisce quasi sempre nello stesso modo: prima diffida, poi deride, poi condanna, poi lentamente comincia ad usarla. E alla fine dimentica persino di averla osteggiata. Quando perfino la scrittura faceva paura La cosa curiosa è che una delle critiche più antiche alla tecnologia riguarda proprio la scrittura . N...

Scrivo e sopravvivo... A te Leonardo e a te Luca

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Quanto di ciò che desideriamo ci appartiene davvero, e quanto invece è stato scritto dentro di noi da altri? Scrivo e sopravvivo. E mentre scrivo, il pensiero prende lentamente la forma delle lettere. Forse è proprio questo uno dei motivi per cui continuiamo a scrivere: dare una forma visibile a qualcosa che, fino a un istante prima, esisteva soltanto dentro di noi. Quando la vita non segue ciò che crediamo di desiderare La vita non sempre procede nella direzione che avevamo immaginato. E forse non accade necessariamente perché abbiamo fallito o perché qualcosa ci sia stato negato. Forse, semplicemente, quello che credevamo essere il nostro desiderio non era davvero una nostra ragione di vita . Potrebbe essere stato un percorso impresso nel tempo da altri: dalla famiglia, dall'ambiente nel quale siamo cresciuti, dalle convenzioni sociali, dalle aspettative, dai modelli che abbiamo osservato e assorbito. Una sorta di dottrina silenziosa, mai dichiarata ape...

L’Economia del Dolore e l'Illusione dei Reality...

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L’Economia del Dolore e l'Illusione dei Reality.   Come NUTRI la tua ANIMA? 💥 Ci lamentiamo spesso che il mondo attorno a noi sia cinico, cattivo e pieno di degrado morale.  Ma quante volte ci chiediamo di cosa nutriamo la nostra mente ogni sera davanti alla televisione? Da Quarto Grado a Chi l’ha visto? , fino alle dirette fluviali sulla cronaca nera ad ogni ora del giorno: la televisione moderna ha trasformato la tragedia e la morte in un business commerciale ad altissima resa e "basso" costo. Parlano di cifre che vanno dai 50.000 ai 98.000 euro a puntata , un ingranaggio economico spietato che muove sponsorizzazioni e audience sulla pelle delle vittime. Ma a chi serve davvero tutto questo? A chi giova speculare sulla morte altrui? Alla giustizia?   Sicuramente no, quella si fa nelle aule di tribunale, non nei salotti TV con la giuria del pubblico da casa. Al morto?   Nemmeno. A chi resta?   Certo che no, se non a riaprire ferite a favore di telecamera....

📺 “Tossici di informazione”

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 📺 “Tossici di informazione” — tra la televisione che manipola e Internet che, se usato bene, può liberare Ci sono le trasmissioni, e poi ci sono i rapporti umani. E oggi sembra che le prime abbiano colonizzato i secondi. Viviamo immersi in un flusso continuo di parole, immagini, notizie, opinioni. Tutto è talk, tutto è show, tutto è reazione. La televisione — un tempo simbolo di unione e curiosità collettiva — si è trasformata in un enorme specchio deformante, dove la realtà viene piegata alle esigenze dell’audience e della pubblicità. Non racconta più: recita. Non informa più: provoca. Ogni programma cerca la lite, lo scandalo, la lacrima. Ogni ospite viene scelto non per ciò che ha da dire, ma per quanto farà rumore. E noi, spettatori passivi, finiamo per subire. Perché la televisione la subisci: non puoi rispondere, non puoi verificare, non puoi chiedere “è davvero così?”. Accendi, guardi, assorbi. E lentamente ti intossichi. Il paradosso è che la stessa TV che parla di “relaz...

Cognitivus Resistens

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  I nuovi Luddisti Intelligenza Artificiale e umano deficit cognitivo   Da quando l’essere umano ha iniziato a trasformare il mondo con la tecnica, ogni svolta ha suscitato meraviglia e timore. Oggi la svolta si chiama intelligenza artificiale (IA) e, come accadde ai telai meccanici nell’Ottocento o alla scrittura nell’Atene del V secolo a.C., divide l’opinione pubblica tra entusiasmo e diffidenza. In questo articolo esploriamo la nascita di una nuova corrente di resistenza culturale – il “Cognitivus Resistens” – e ne indaghiamo radici storiche, motivazioni e possibili vie di superamento. Un salto nel passato: i Luddisti del XIX secolo Nel pieno della Rivoluzione Industriale, gli operai tessili inglesi guidati da Ned Ludd  , figura per certi versi mitologica, distruggevano i telai che minacciavano i loro mestieri. Il Luddismo nasceva dal timore di perdere lavoro, status e dignità davanti a macchine considerate “rubatrici d’anima” artigiana. Oggi, quando la produzi...

Imparare ad amare le proprie incertezze!

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Le ferite del passato non sempre scompaiono. A volte, però, cambiamo noi e impariamo a trasformarle in qualcosa di diverso. Il rapporto con i miei genitori non è stato semplice. Come accade a molte persone, ci sono ferite che vengono inferte senza intenzione, senza neppure rendersene conto. Eppure restano. Per anni alcune di quelle ferite sono diventate una sorta di fantasma interiore : lotte silenziose, invisibili agli altri e, a volte, persino difficili da spiegare a me stesso. Fino a non molto tempo fa tendevo ancora ad affidare agli altri una parte della responsabilità della mia vita. Era più facile cercare fuori la causa di certe insicurezze, di alcune paure, di quel continuo bisogno di comprendere me stesso attraverso lo sguardo altrui.   Quando smettiamo di lasciare che il passato decida per noi... Poi qualcosa cambia, si lo scatto non rimane stat...

Condividi tutto sui social anche quando fai la cacca? Leggiamo insieme

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📲 Condividere tutto sui social non è felicità:  "lo dice la scienza" Nell’epoca della connessione permanente, i social network sono diventati una vetrina continua delle nostre vite. Ma cosa significa davvero postare ogni minimo dettaglio della propria giornata? La scienza risponde: non è sempre un segno di benessere, ma spesso un campanello d’allarme emotivo . 🔍 La ricerca è chiara: l’oversharing è spesso sintomo di disagio Diversi studi scientifici pubblicati tra il 2023 e il 2025 hanno messo in evidenza un legame diretto tra uso eccessivo dei social media , oversharing compulsivo (cioè la tendenza a condividere continuamente contenuti personali) e problemi psicologici come ansia, depressione, bassa autostima e dipendenza da approvazione. Uno studio pubblicato sul Journal of Medical Internet Research (2025) mostra che chi pubblica frequentemente dettagli personali sui social lo fa spesso per ottenere approvazione , ma sperimenta livelli più alti di ans...

Crisi del Commercio e l'assenza delle istituzioni

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🕯️ Commercio in crisi:  Quando l’assenza dello Stato spalanca le porte ad altri poteri In tante città italiane – grandi e piccole – lo scenario è ormai visibile a occhio nudo: negozi che chiudono, saracinesche abbassate , vie dello shopping ridotte a deserti urbani. Il commercio al dettaglio vive una crisi profonda, e mentre alcuni parlano di colpa dell'e-commerce, altri iniziano a porsi domande più scomode. 📉 Crisi annunciata: e-commerce, tasse e burocrazia Che il piccolo commercio sia messo in ginocchio da colossi digitali e da una tassazione spesso sproporzionata è ormai noto. Ma la situazione si aggrava quando si incrociano anche: Affitti insostenibili per gli esercizi commerciali. Costi energetici in crescita . Burocrazia asfissiante e difficoltà nell’accesso al credito. Mancanza di politiche attive per il rilancio dei centri storici. Un terreno fertile, insomma, per il fallimento di tante attività oneste. 🧊 Lì dove lo Stato si ritira, altri avanzano Non è...