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Caro Presidente Napoletano

Oggi scrivo questo post per sdegno, sono stanco di questa politica composta da persone senza un minimo di pudore e vergogna. Prima di iniziare faccio una piccolissima premessa ma doverosa, personalmente rispetto le cariche istituzionali ma sopratutto rispetto le persone che concettualmente va oltre il rispetto delle cariche. Il nostro caro Presidente della repubblica il 25 aprile 2012 a Pesaro ha fatto il suo monologo nel quale sono emerse alcune posizioni a difesa dei partiti, tipo; Presidente: ". ..E invece oggi cresce la polemica, quasi con rabbia, verso la politica. E si prendono per bersaglio i partiti, come se ne fossero il fattore inquinante. Ma per capire, e non cadere in degli abbagli fatali, bisogna ripartire proprio dagli eventi che oggi celebriamo. Come dimenticare che proprio da allora, dagli anni lontani della Resistenza, i partiti divennero e sono per un lungo periodo rimasti l'anima ispiratrice e il corpo vivo e operante della politica?... ...

Al voto... Al vuoto tutti alle urne...

Eccoci quà, sono tornato a scrivere in questo mio angolo dove esprimo pensieri e opinioni su quello che vediamo e stravevediamo ogni giorno. Cosa abbiamo in comune io e tu che mi leggi...? Molte cose, ad esempio ogni giorno veniamo bombardati entrambi da imput mediatici senza tregua. Oggi voglio parlare di politica (arte di governare la società). Ho il timore che non cambierà nulla dopo le prossime elezioni ed ho la senzazione che questi eventi (cadute di governi...) si ripeteranno, si ripeteranno perchè le regole che reggono il gioco della politica sono lontane anni luce dalla società moderna dove quasi tutto è possibile... L'arte di governare la società è rimasta antica, la politica è vecchia e zoppa e quel che è peggio non più saggia. La nostra società è "dopata", vive d'illusiuoni televisive_radiofoniche_giornalistiche, viviamo tutti d'imput a senso unico dove la base è far uscire dalla corte quello che si decide all'interno dei palazzi di potere ...

Povera Patria!

Immagine: www.battiato.it Oggi sono tornato a lavoro, dentro la mia testa echeggiano le parole di una canzone scritta e cantata dal poeta Franco Battiato. Il testo si commenta da solo... Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos'è il pudore, si credono potenti e gli va bene quello che fanno; e tutto gli appartiene. Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni! Questo paese è devastato dal dolore... ma non vi danno un po' di dispiacere quei corpi in terra senza più calore? Non cambierà, non cambierà no cambierà, forse cambierà. Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali? Nel fango affonda lo stivale dei maiali. Me ne vergogno un poco, e mi fa male vedere un uomo come un animale. Non cambierà, non cambierà sì che cambierà, vedrai che cambierà. Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali che possa contemplare il cielo e i fiori, che non si parli più di dittature se avremo...