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Cognitivus Resistens

 

I nuovi Luddisti

Intelligenza Artificiale e umano deficit cognitivo


 

Da quando l’essere umano ha iniziato a trasformare il mondo con la tecnica, ogni svolta ha suscitato meraviglia e timore. Oggi la svolta si chiama intelligenza artificiale (IA) e, come accadde ai telai meccanici nell’Ottocento o alla scrittura nell’Atene del V secolo a.C., divide l’opinione pubblica tra entusiasmo e diffidenza. In questo articolo esploriamo la nascita di una nuova corrente di resistenza culturale – il “Cognitivus Resistens” – e ne indaghiamo radici storiche, motivazioni e possibili vie di superamento.

Un salto nel passato: i Luddisti del XIX secolo

Nel pieno della Rivoluzione Industriale, gli operai tessili inglesi guidati da Ned Ludd , figura per certi versi mitologica, distruggevano i telai che minacciavano i loro mestieri. Il Luddismo nasceva dal timore di perdere lavoro, status e dignità davanti a macchine considerate “rubatrici d’anima” artigiana. Oggi, quando la produzione materiale è in gran parte automatizzata, la nuova frontiera del conflitto è il lavoro cognitivo

Platone e la scrittura: il primo shock tecnologico

Nel dialogo Fedro, Platone immagina Socrate criticare l’invenzione della scrittura: avrebbe “seminato oblio nelle anime” perché gli uomini, fidandosi dei segni, non avrebbero più coltivato la memoria. Questa paura echeggia oggi quando si afferma che “se un testo lo scrive un algoritmo non è autentico”. È la stessa dialettica tra oralità vs. scrittura che rinasce tra creatività umana vs. creatività assistita.

Come nasce l’IA: dalle astrazioni di Turing al deep learning

  • 1936 – Alan Turing: la macchina logica universale dimostra che il pensiero può essere formalizzato.

  • 1956 – Conferenza di Dartmouth: John McCarthy conia il termine “Artificial Intelligence”.

  • Anni ’70‑’90: primi “inverni dell’IA”; le promesse superano i risultati.

  • 21° secolo: Big Data, GPU e reti neurali profonde portano a traduzione automatica, riconoscimento visivo, modelli generativi di testo e immagini.

L’IA non è un colpo di fulmine: è il frutto di un lungo corteo di idee matematiche, ingegneristiche e letterarie, alimentato da immensi archivi digitali e — negli ultimi anni — da reti neurali addestrate su miliardi di immagini e testi, capaci di riconoscere pattern visivi e semantici e di generare contenuti del tutto nuovi a partire da prompt complessi.

Definizione di “Cognitivus Resistens”

Cognitivus (che riguarda il conoscere) + resistens (che oppone resistenza).

È la postura di chi teme che la macchina sottragga attività mentali considerate sacre: intuizione, immaginazione, giudizio estetico. Non si tratta solo di proteggere un posto di lavoro, ma di difendere la propria identità cognitiva.

5. Timori contemporanei

PauraManifestazioneAnalogia storica
Perdita di controllo"L’algoritmo decide per me"Controllo dei telai da parte dei padroni
Degrado dell’autenticità“Un romanzo scritto da GPT non è letteratura”Socrate vs. scrittura
Svalutazione del lavoro creativo"Chi pagherà l’artista se la musica la compone l’IA?"Tessitori vs. macchine Jacquard

Esempi di “Cognitivus Resistens”

  1. Letteratura: alcuni concorsi bandiscono i testi generati con AI; altri li accolgono come nuova avanguardia. Per molti autori, però, dichiarare di aver scritto con l’AI è quasi una vergogna, quando potrebbe essere un’opportunità di co‑creazione ancora inesplorata.

  2. Arte digitale: proteste contro MidJourney e DALL·E nei contest di illustrazione.

  3. Musica: l’etichetta di “AI‑generated” causa diffidenza, ma artisti sperimentali la abbracciano 

Dalla minaccia all’opportunità: 
l’IA come lente di ingrandimento creativa

  • Fotografia vs. Pittura: la camera oscura non ha ucciso il pennello, ha dato vita all’Impressionismo.

  • Word processor vs. penna: ha liberato dallo sforzo meccanico, non dal pensiero.

  • Co‑creazione uomo‑macchina: prompt design, remix iterativi, esplorazione di stili impensati.

Vademecum per convivere con l’IA creativa

  1. Strumentalità consapevole: l’IA è un compagno di brainstorming, non un sostituto dell’autore.

  2. Trasparenza: dichiarare quando un’opera è AI‑assisted crea fiducia.

  3. Formazione continua: capire come funziona un modello aumenta senso di controllo.

  4. Etica dei dati: verificare le fonti e i diritti di ciò che l’IA utilizza.

0ltre 1a paura, verso l’ibridazion3

Il “Cognitivus Resistens” rappresenta la fase di assestamento in cui la società negozia il ruolo dell’IA. La storia mostra che resistere in blocco raramente ferma il progresso, ma un confronto critico può indirizzarlo verso forme più umane e inclusive. Come la scrittura ha ampliato la memoria collettiva, così l’IA può ampliare l’immaginazione, purché resti alleata – non padrona – della nostra creatività.

“Le macchine sono belle quando ci aiutano a essere di più, non di meno.”

Siamo alle soglie di un’epoca in cui l’intelligenza umana e quella artificiale non si escludono, ma si potenziano a vicenda. A noi la scelta: barricarsi dietro il timore, o aprirsi a un nuovo Rinascimento cognitivo.

«La resistenza muore dinanzi alla rivoluzione.»

Ciao Ciao !

Homo Cognitivus Resistens

Testo realizzato con un prompt ben strutturato e articolato in collaborazione con AIO 

D.T.A.I.


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